☆¤*¤☆ La Porta Delle Stelle☆¤*¤☆

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giovedì 24 marzo 2016

✫La Piccola Stella Senza Nome✫ racconto tratto dal libro Sogni stelle e sussurri, di Francesca Murgia

Viveva da sempre al confine tra la costellazione di Orione e quella del Toro, ma nessuno mai l'aveva notata. Era una stellina tanto piccola che neppure il telescopio più potente era capace di scorgerla tra le luci sfavillanti delle stelle tanto più grandi e vistose di lei. Dalla Terra nessuno le rivolgeva una parola o una preghiera, non aveva un nome e non figurava in nessuna costellazione. Le altre stelle non la degnavano di molta considerazione e si scordavano spesso di lei: era così piccola e insignificante che era quasi come se non esistesse. Era sola e triste. Tanto triste. Spesso, sconsolata e afflitta, osservava da lontano le luci che illuminavano il pianeta Terra e pensava "Persino i lampioni nelle strade e le lampadine nelle case illuminano il cielo più di me" e piangeva per la sua sfortuna. Un giorno, mentre tutta sola pensava alla sua inutile esistenza, uno sciame di piccole meteore le passò accanto ed una di esse, distratta dalla luce accecante della stella Sirio, non la vide e la urtò violentemente. «Oh, scusami! Non ti avevo vista! Ti ho fatto male?» La piccola Stella, con una delle sue punte dolorante per il colpo ricevuto, cercando di trattenere le lacrime, rispose: «Non è nulla di grave, mi passerà, non preoccuparti. Non è la prima volta che mi accade di essere colpita da qualcuno che non mi vede...Non mi vede mai nessuno...» ed una lacrima che proprio non riuscì a trattenere, le scivolò lungo la guancia. Alcune altre meteore, che si erano fermate un attimo a vedere cosa fosse successo, cercarono di consolarla «Non fare così, non piangere...E' vero sei piccina ed è difficile vederti da lontano in mezzo a tante stelle luminose, ma la tua luce tenue e rilassante è davvero bella e sicuramente in tante te la invidiano! In un posto un po' meno affollato, faresti un figurone!» «No, vi sbagliate: un posto per me, sono certa, non esiste... Non servo a nulla...»Le meteore si guardarono dispiaciute e quella che le era andata a sbattere addosso, propose «Perché non vieni con noi? Siamo dirette sulla Terra, dove termineremo il nostro lungo viaggio infiammandoci ed esplodendo in una brillante scia luminosa. Magari, lungo il cammino, trovi un bel posticino adatto a te...» La stellina le guardava dubbiosa «Non saprei...ma d'altronde, se resto qui, la mia vita continuerà ad essere solitaria e triste ed io sarò per sempre invisibile...» Le meteore afferrarono le sue punte calde e luccicanti e senza neppure aspettare che decidesse cosa fare, ripartirono per il loro viaggio, trascinandola con loro.
Il piccolo sciame sfrecciò tra asteroidi e comete, satelliti artificiali e buchi neri. Osservavano le meraviglie dell'Universo con occhi stupiti e bocche spalancate. Superarono Plutone e Nettuno, Urano e Saturno con i loro magici anelli. Oltrepassarono Giove cercando di non scontrarsi con le sue lune e cambiarono un po' la loro traiettoria per non cadere dritte su Marte. La piccola stella era affascinata da tutto ciò che aveva visto lungo l'emozionante traversata galattica e contenta di aver intrapreso l'avventura che aveva spezzato la noia della sua vita solitaria, ma non aveva visto nemmeno un posticino che potesse andare bene per le sue modeste esigenze. Avrebbe voluto trovare un luogo tranquillo e poco affollato, magari con accanto un'altra stellina dalla luce discreta che le tenesse compagnia. Insieme avrebbero potuto scambiarsi impressioni sul tempo, sull'amore, sul perché dell'esistenza, ma non vide nulla ed il pianeta Terra era ormai vicinissimo. Il viaggio dello sciame stava per concludersi e ben presto le sue amiche avrebbero preso fuoco, diventando bellissime stelle cadenti. E lei cos'avrebbe mai fatto tutta sola? Si chiese in tutta fretta se dovesse salutare le meteore e fermarsi ad aspettare una cometa che le desse un passaggio per tornare al suo solito posto nell'Universo, ma le venne un brivido al pensiero di quel luogo pieno di luce e, per lei, tanto malinconico e solitario. Allora decise. Decise di terminare il suo viaggio insieme alle sue amiche, così, per un attimo prima di spegnersi per sempre, qualcuno avrebbe visto la sua scia luminosa e l'avrebbe ammirata. Magari un astronomo con il suo telescopio l'avrebbe notata e le avrebbe dato un nome. Finalmente, un nome. Così la sua vita non sarebbe stata inutile, anonima e vana. Si tenne stretta stretta alle sue compagne e, trattenendo il fiato, si preparò all'impatto. Appena sfiorarono l'atmosfera terrestre, le meteore presero fuoco illuminando il cielo di incantevoli scie luminose. Restavano sospese in quel magico attimo di felicità, prima di spegnersi per sem
Forse perché era troppo grande per bruciare nell'atmosfera, o forse perché semplicemente il suo destino era un altro, non prese fuoco, ma sorvolò il buio cielo notturno leggera leggera e dolcemente andò a posarsi sulla punta di un abete innevato che si innalzava accanto alla finestra illuminata di una piccola casa. «Ed ora cosa farò? Come può una stella sopravvivere sulla Terra senza che qualche malintenzionato le faccia del male? Dove mi nasconderò? Chi mi aiuterà?» Già valutava l'idea di imbarcarsi clandestinamente su di uno shuttle in partenza da quel posto che gli abitanti della Terra chiamavano Cape Canaveral per poi accodarsi a qualche altro sciame di meteore in viaggio e fermarsi nella prima costellazione che avesse incontrato, quando la luce che usciva dalla casa si spense improvvisamente e un pianto interruppe il corso dei suoi pensieri. Stette ad ascoltare per un po', ma poi, vinta da una curiosità che non riusciva a trattenere, si calò cautamente su di un ramo che ondeggiava sfiorando la buia finestra e scivolò silenziosamente sul davanzale, illuminando la buia stanza oltre i vetri, con la sua delicata luce. Un bimbo di 6 o 7 anni, con il viso rigato di lacrime, se ne stava singhiozzante nel suo letto. Avvolto da calde coperte, stringeva forte al petto un orsetto di pezza a cui mancava l'occhio destro. Quando si accorse del chiarore che entrava nella stanza attraverso i vetri, smise di piangere e sbalordito guardò la piccola stellina sul davanzale. «E tu, chi sei?» le chiese alzandosi dal letto e avvicinandosi.
Lei, impaurita, fece un passo indietro, sperando che il ramo dell'abete le strisciasse accanto, così avrebbe potuto fuggire e nascondersi.
«No! Aspetta, non andartene via! Se ti allontani la mia stanza tornerà di nuovo buia ed io avrò ancora paura!» Spalancò la finestra e lei si fermò, guardandolo stupita.
«Hai visto la mia luce?»
«Certo che l'ho vista! E' bellissima! Schiarisce il buio senza essere invadente, ma scaccia le brutte ombre della notte. La mia mamma dice che ormai sono grande e che devo abituarmi a dormire con la luce spenta, ma io ho paura e non riesco ad addor-mentarmi: mi sembra di vedere mostri e streghe che si avvicinano al mio letto. Resta con me per questa notte, te ne prego, tienimi compagnia stellina bella.» Gli occhi del bimbo luccicavano speranzosi
«Vieni dentro, fuori fa freddo: illuminerai la mia notte e potrai riposarti» e allungò la mano per sfiorarle le piccole punte.
Lei lo lasciò fare ancora confusa dal fatto che per la prima volta nella sua vita, qualcuno l'avesse vista. Gli permise di portarla dentro e si lasciò deporre delicatamente sul comodino accanto al letto.
Il bimbo si rimise sotto le coperte e la guardò «Dimmi stellina bella, come sei arrivata sul davanzale della mia finestra?» E la piccola stella, che da sempre era stata sola senza nessuno che la notasse o le parlasse o le desse un nome, gli raccontò la sua storia.
«Ma allora non è un caso se sei arrivata fino a qui! E' il destino che ti ha condotta da me: noi dobbiamo stare insieme, ci faremo compagnia a vicenda.
Per sempre.»
Il piccolo sbadigliò e dopo averle accarezzato delicatamente una punta, si addormentò con un sorriso sereno sulle labbra. La stella vegliò sul suo sonno per tutta la notte e quando giunse il mattino aveva preso la sua decisione: sarebbe rimasta con lui finché avesse avuto bisogno di lei.
Finalmente la piccola stella aveva qualcuno da illuminare.
Qualcuno che, anche se era piccina, la vedeva.
Di giorno, quando il piccolo era impegnato a vivere la sua vita, lei gironzolava per il mondo visitando i bei posti che aveva visto solo da lontano, illuminati dai lampioni che accendevano il mondo. La sera, dopo che la luce della camera veniva spenta, il bambino le apriva la finestra e lei entrava a tenergli compagnia. Alcune volte era stanco e si addormentava quasi subito, altre, non aveva sonno, e allora metteva un libro accanto alla luce della stella e insieme leggevano fiabe e racconti che parlavano di principi, spade e draghi; sogni, viaggi nella fantasia e posti lontani. Quando non c'erano libri da leggere, le storie le inventavano loro, ed il bimbo, per non perderne il ricordo, le scriveva su di un quaderno, mentre la stella illuminava la sua penna. Ed i giorni passarono, passarono i mesi e passarono gli anni.
Ogni tanto lei gli chiedeva «Vuoi ancora che resti con te ad illuminarti la notte?»
Lui le sorrideva e diceva «Io e te resteremo sempre insieme, lo sai!» e lei, contenta, continuava a vegliare sui suoi sogni, con la sua luce discreta.
Una notte d'estate, però, lui che ormai era diventato un ragazzo che del buio non aveva più paura, appena spense la luce per andare a dormire, pianse. La stella entrò dalla finestra aperta e gli illuminò il bel viso bagnato di lacrime come la prima volta che si erano incontrati. «Perché piangi? Che cosa ti è successo?» gli chiedeva preoccupata. Ma lui non rispondeva.
Per molte notti di seguito lui fece la stessa cosa, senza parlare, senza mai rispondere alle domande della stella che era sempre più preoccupata. Quando lei non ne poté più di vedere la sua tristezza senza poter fare nulla per aiutarlo, mentre lui piangeva, gli disse «Se piangi perché non sai come mandarmi via, se temi di darmi un dispiacere, non ti devi preoccupare, io capirò.»
Lui smise di piangere e le accarezzò teneramente le punte «Non voglio che tu vada via. Mai. Noi staremo sempre insieme. Sono triste per un altro motivo.»
«Dimmi quale, magari posso aiutarti a risolvere il problema che ti fa star male...» E allora le raccontò della piccola ragazza per la quale il suo cuore batteva forte. Le disse di quanto lei fosse sempre stata sola e triste perché era diversa dagli altri. I suoi occhi, infatti, fin dal primo giorno della sua vita, non avevano mai potuto vedere la luce: era cieca. Viveva in un mondo fatto di buio. E non poteva credere che qualcuno potesse desiderare di stare con lei. Quando il ragazzo le aveva detto che il suo più grande desiderio era trascorrere ogni attimo della sua vita con lei, lo aveva rifiutato. Non perché non contraccambiava il suo amore, anzi, la verità era che non voleva essere un peso per lui, perché anche lei lo amava.
«Se solo potesse guardarmi negli occhi, vedrebbe la luce del mio amore e capirebbe che non riesco a stare senza di lei. Saprebbe con un solo sguardo che lei è tutto ciò che voglio e non m'importa se i suoi occhi sono spenti...» La piccola stella lo ascoltava e intanto ripensava a quando era lei triste e sola: anche lei come la piccola ragazza non avrebbe mai creduto che qualcuno potesse vederla davvero. Poi aveva incontrato lui ed aveva finalmente scoperto che anche una piccola ed insignificante stellina dalla pallida luce poteva avere qualcuno che l'apprezzava. E mentre guardava il viso triste del ragazzo, capì che solo lei poteva aiutarlo.
E decise di farlo subito.
«Posso risolvere il tuo problema: portami da lei»
Il giovane trattenne il fiato per un attimo e poi, in un sussurro chiese «Puoi davvero?»
La stella sorrise «Posso.»
Uscirono nel buio di una notte stellata. Il canto dei grilli riempiva il silenzio e centinaia di lucciole illuminavano il loro cammino fino alla casa della ragazza. Non dovettero neppure bussare alla sua porta: sentirono il suo pianto oltre il basso muretto del cortile.
Stava seduta per terra, circondata da fiori colorati. Piangeva per l'amore che aveva rifiutato. Piangeva perché non avrebbe mai potuto guardarlo negli occhi per capire se era veramente nel suo cuore. Era condannata a stare al buio e sola. La stellina capì ogni suo pensiero appena la sua luce le illuminò il viso. Seppe che era arrivato il momento di diventare come le piccole meteore sue amiche con cui era arrivata sulla Terra tanto tempo prima: come loro si sarebbe trasformata in una stella cadente e avrebbe realizzato il desiderio dei due innamorati.
Era questo il suo destino. Era nata proprio per questo.
Per questo aveva fatto il suo lungo viaggio nell'Universo ed era arrivata sul davanzale di un bimbo che piangeva.
Guardò serena il ragazzo che ormai non aveva più paura del buio.
«Ti auguro una vita illuminata dall'amore. Sarò sempre con te.» gli disse mentre lui scavalcava il basso muretto e, prima che capisse cosa stesse succedendo, sfrecciò in alto nel cielo e poi, lasciando dietro di sé una lunga scia luminosa, si tuffò dritta nel cuore della piccola ragazza cieca.
Fu un attimo.
In quel breve istante la sua luce soffusa le avvolse il cuore, riscaldandole dolcemente l'anima e un'esplosione di piccole scintille dorate invasero ogni parte del corpo. Il ragazzo vide un bagliore accendere gli occhi della piccola ragazza e riconobbe la pallida luce della sua stella...
E la ragazza vide, per la prima volta nella sua vita. E la prima cosa che vide, furono gli occhi del giovane uomo che brillavano d'amore per lei.
Lui allungò una mano per accarezzarle il viso e, immergendo lo sguardo in quello di lei che non sarebbe mai più stato spento, sotto le luminose stelle della calda notte estiva, con i grilli che cantavano e le lucciole che ballavano intorno a loro, tutto ciò che disse fu «Staremo insieme per sempre, Amore mio» e mentre lei gli gettava le braccia al collo, la piccola stella, appena un attimo prima di fondere la sua vita con l'anima della piccola ragazza, sentì le sue parole e con una grande gioia nel cuore, seppe di avere finalmente un nome anche lei: Amore.
pre, ma quell'attimo valeva la pena del lungo cammino che avevano intrapreso. Portavano con loro, in quella gioiosa discesa finale, l'emozione di una vita trascorsa solcando l'Universo con l'unico scopo di raggiungere quell'istante infinito. Gli occhi degli uomini, rivolti verso il buio cielo, si accesero della loro luce magica che realizzava i desideri e le meteore, che ora erano diventate meravigliose stelle cadenti, nel loro ultimo istante di vita, seppero che il loro meraviglioso viaggio aveva avuto uno scopo: avevano regalato la speranza a chi le guardava. La piccola stella, osservava l'infinita bellezza delle sue compagne d'avventura, aspettando di diventare come loro e dare un senso al suo vivere, ma non accadde nulla.
Dal libro Sogni, Stelle e Sussurri di Francesca Murgia

venerdì 18 marzo 2016

Alla scoperta della lettura

«Perchè ti piace leggere?»
«Perchè si scoprono tante cose nuove»
Anna, sei anni, con la sua risposta semplice e acuta, lascia senza parole gli adulti intorno a lei.
L'amore per la lettura, certe volte, è un piccolo tesoro che ci tiene per mano sin dall'infanzia, come se fosse parte del nostro patrimonio genetico, una nota che compone la sinfonia della nostra vita, accompagnandoci, sorprendendoci e facendoci volare lontano con la fantasia, ogni giorno.
Anna ha avuto questa grande fortuna: il suo amore per i libri è nato insieme a lei e l'accompagnerà per sempre. Tanti e tanti libri che certe volte comprerà, ma tante altre volte prenderà in prestito in biblioteca.
Tanti bambini non lo sanno, ma tutti, proprio come fa Anna, possono iscriversi in biblioteca e portare a casa i libri che vogliono e, dopo averli letti, restituirli e pre/nderne in prestito altri!
Proprio per promuovere i libri e far conoscere la bellezza della lettura, la Biblioteca comunale “Giovanni Solinas” in collaborazione con l'associazione culturale “Gruppo F.R.A.D.E.S.”, con il patrocinio del Comune di Serramanna, già dal mese di Febbraio porta avanti un progetto di attività, visite e incontri.
Anche l'evento “Aperitivo d'Autore” fa parte di questo progetto. Ogni Giovedì, lettori di tutte le età, alle ore 17.00, varcano la soglia della biblioteca e prendono posto per assistere alla presentazione letteraria di turno: romanzi, favole e saggi di autori locali sono i protagonisti di questi piacevoli pomeriggi in compagnia, dove l'amore per la lettura è il collante che unisce tra loro persone in apparenza diverse e lontane. Ogni presentazione è una sorpresa: diverso libro, diverso autore, diverso modo di esporre, raccontare, leggere, spiegare. Ogni volta, sopratutto grazie alla preziosa collaborazione della bravissima bibliotecaria Fabiola e dei ragazzi di F.R.A.D.E.S. che accompagnano e guidano gli autori in questa emozionante avventura, un piacevole incontro di condivisione. E ogni settimana, sempre più gente affolla la biblioteca partecipando al piacevole evento. Si dice spesso che ormai non si legga più, ma non è così: i lettori ci sono sempre. Tanti. Si mimetizzano tra i non lettori senza ostentare la loro più grande passione, spostandosi tra realtà e voli nel loro mondo incantato fatto di fantasia e sogni, alternandosi tra pagine ingiallite dal tempo ed eBook Reader di ultima generazione. Escono allo scoperto, mostrando la loro natura di divoratori di inchiostro, solo durante le grandi occasioni. E, la presentazione di un libro dentro una biblioteca, è un'occasione grandissima: cosa c'è di più meraviglioso per un lettore che stare seduto di fronte ad uno scrittore che presenta un libro e avere intorno centinaia di volumi che, in un muto invito, sussurrano "prendi me...prendi me...prendi me...". Così mentre con un orecchio si ascolta l'autore che racconta il suo lavoro, con gli occhi ci si guarda intorno alla ricerca di un libro da portare a casa. Anche Anna fa così, anzi, lei non aspetta di arrivare a casa: lei, alla fine della presentazione, intanto che i grandi bevono il loro aperitivo, comincia sfogliare il libro che ha scelto e, seduta su una sedia rossa, guarda le illustrazioni e sogna una nuova storia che la farà volare lontano e che le farà scoprire tante cose nuove...


Francesca Murgia 


Articolo pubblicato pubblicato sulla Gazzetta del Medio Campidano http://www.lagazzetta.eu

Ogni tanto mi chiedo se una donna che legge, scrive ed esprime il suo pensiero a voce alta, sia più pericolosa per se stessa o per gli altri... (Francesca M. )


Entusiasmo

Finchè c'è, non ci si accorge di quanto sia essenziale 
per affrontare ogni giorno che regala la vita con ottimismo. 
Finchè c'è, non ci si rende conto di quanto aiuti nei momenti di difficoltà, 
quanto serva per prendere decisioni importanti, 
per affrontare serenamente le svolte che il destino ci mette nel cammino. 
Ce ne rendiamo conto solo quando diventiamo consapevoli della sua assenza, 
quando siamo circondati dalla sua mancanza, 
quando ci accorgiamo di averlo perso...

Francesca Murgia


domenica 24 maggio 2015

Un libro che pensavo di non scrivere mai: Sogni stelle e sussurri

“Un faro nel cielo al confine fra due galassie. La sua guardiana solitaria la luce argentata di una stella che illumina la via ai viaggiatori dell’universo”. Comincia così questa piccola favola dove l’impossibile si confonde con il possibile. Una storia dove sogni, stelle e sussurri, insieme, sono protagonisti di un magico volo nell’incredibile, dove la fantasia è vera quanto la realtà e in cui niente di ciò che accade è un caso…


Francesca Murgia
 Francesca Murgia è nata nel 1973, a Serramanna, dove ancora
oggi risiede. Nonostante il grande desiderio di viaggiare, dalla sua
"Piccola Parigi" non si è mai spostata ed ha visitato il resto mondo
solo attraverso i libri che ha letto e le storie che ha ascoltato, ma
non le importa, perchè quando immagina e scrive le sue favole,
vola oltre i confini imposti dalla realtà..
"Sin da piccola, fin dove mi portano i ricordi, ho sempre avuto un
quaderno dove scrivevo annotazioni, brevi racconti, piccole
poesie. Pagine e pagine di parole, pensieri e sogni. Immaginavo il
giorno in cui i miei libri sarebbero stati in bella mostra negli
scaffali delle librerie ed i miei articoli nelle prime pagine dei
giornali più importanti...
La vita però è andata diversamente ed un giorno, nemmeno io so
bene quando, rassegnata e pessimista, ho messo via carta e penna
ed ho lasciato che il mio sogno, sempre più lontano ed
impossibile, volasse via. E, veloci, gli anni sono passati. E,
all'improvviso, è arrivato internet. Navigando da un sito all'altro,
incrociavo i pensieri di autori che, nella mia sconfinata ignoranza,
nemmeno avevo mai sentito nominare. Leggevo e rileggevo le
brevi citazioni dei loro libri, le loro poesie... E così, mi sono
ricordata del mio sogno. Nascosti in una scatola impolverata da
anni di abbandono, avevo decine di quaderni che custodivano le
parole che avevo scritto io quando ancora immaginavo libri con il
mio nome stampato in copertina. Come un tarlo, il desiderio di
scoprire se i miei pensieri potevano entrare nel cuore delle
persone, come quelli degli scrittori veri, ha cominciato a scavare...
E così la mia avventura di autrice virtuale ha avuto inizio. Brevi
frasi pubblicate insieme a foto rubacchiate qua e la in rete, piccole
poesie che mi venivano in mente magari semplicemente
guardando un' immagine, aforismi che la gente condivideva: la
mia fantasia, che da tanto tempo si nascondeva timorosa di non
essere all'altezza, è saltata fuori dal suo angolino buio ed ha
ricominciato a fare i suoi voli, con una passione ancora più
grande. Finchè un giorno mi sono accorta che a forza di digitare
brevi pensieri alla rinfusa, le mie parole si erano strette in un
abbraccio, dando forma a quel sogno che da sempre voleva
diventare realtà: il mio libro, quasi per magia, si era scritto da
solo. Un libro di pagine che si sfogliano e che si leggono…Un
libro vero! Il libro che non scriverò mai...il libro che ho scritto... Il
libro che voglio condividere con tutti quelli che hanno un sogno
nel cassetto e che con tenacia e speranza, lottano per realizzarlo...
"

mercoledì 4 aprile 2012

Non è mai per caso

Gli incontri non 
avvengono per caso...

Spesso non capiamo il 

motivo per cui

vite tanto diverse dalla 

nostra

entrino a far parte del 

nostro mondo,

così, all'improvviso...

Non comprendiamo lo 

scopo

di certe prove che il 

destino

ci obbliga ad 

affrontare...

ma tutto ha un senso...

Tutto ha un senso 

anche se noi

non riusciamo a 

scorgerlo...

Anche se ci sentiamo 

arrabbiati

con la nostra sorte che 

da e toglie

senza chiederci il 

permesso...

E allora accettiamo ciò 

che arriva...

anche se spesso non ci 

piace:

prima o poi scopriremo 

il perchè...

e accogliamo chi entra 

nella nostra vita

con un sorriso: 

forse un'anima 

sconosciuta 

diversa dalla nostra,

può essere la chiave 

che ci apre

la porta del vero scopo

della nostra esistenza...


Francesca Murgia

sabato 9 luglio 2011

Ogni piccola cosa

Le bellissime immagini contenute nel video sono di Anna Ewa Miarczyńska.

Ogni piccola cosa
Io non capisco la gente, non so dare un senso a quello che fa...
Io non so orientarmi e spesso mi perdo nel ventre di questa città.
Tra milioni di cose che non conosco e nemmeno so dare un perché...
Io so dirti ogni cosa, ogni piccola cosa di te...
Io non sapevo guardare in fondo alle storie, neanche alla mia.
E così, nella memoria, restavano pagine scritte a metà.
Quando gli altri dicevano che ero enigmatico,
tu eri quella che capiva ogni cosa, ogni piccola cosa di me...

E non c'è ricchezza, né vera gioia,
per chi ama il possesso e cerca gloria.
Su questa terra di grandi inganni,
son le piccole cose che non vorrei perdermi mai,
per nessuna ragione al mondo.
E per tutto il tempo io mi innamorerò mille altre volte di te...
Sotto un cielo di rose e polvere di stelle...

Perché non c'è ricchezza né vera gioia,
se insegui il successo e cerchi gloria...
Su questa terra di grandi illusi.

Io non capisco la gente, non so dare un senso a quello che fa...
E tra milioni di cose che non conosco e nemmeno so dare un perché,
io so dirti ogni cosa, ogni piccola cosa di te...............

lunedì 21 marzo 2011

Eppur si muove...

Sicuramente è vero che in TV si fa cattiva scienza e che ci vengono fornite molte informazioni inesatte...Io però mi chiedo un'altra cosa: come mai le persone che non amano programmi che definiscono pseudoscientifici e che si sentono tanto superiori a noi poveri ignoranti che ci interessiamo ad argomenti che loro ridicolizzano, non fanno altro che guardarli, parlarne, chiedere che vengano aboliti, cercare le falsità che contengono???Perchè non cambiano canale e guardano super Quark???Perchè non trascorrono il loro preziosissimo tempo a leggere i loro libri di scienza esatta e dimostrata??? La loro vita basata su ciò che si vede, si tocca e si dimostra, forse è così monotona che devono svagarsi trovando il difetto nelle passioni degli altri???O temono forse che in mezzo alla marea di sciocchezze che loro sbeffeggiano, ci sia qualche verità che, con la loro mente troppo piena di se da poter contenere altro, loro non riescono a vedere??? Io personalmente, accendo la TV per guardare ciò che mi piace...Non per criticare ciò che piace agli altri...

Francesca Murgia

domenica 20 febbraio 2011

☆¤*¤☆Ed entra nel nostro magico mondo, dove realtà e fantasia si confondono... ☆¤*¤☆

 ☆¤*¤☆ Questo piccolo Blog, vi invita a mettere da parte per un pò
 la vostra realtà ed a dare spazio a sogni e immaginazione...
Se crediamo in ciò che sogniamo,