giovedì 20 ottobre 2011

In Sardegna "IS OMINIS ASULLUS" (GLI UOMINI BLU)


Quando si parla degli angeli vigilanti dei "Vangeli Apocrifi", quelli che "caddero"dal cielo e si accoppiarono con le donne terrestri, si menziona il fatto che fossero blu...
Platone, quando raccontò degli Atlantidei, asserì che avevano origine e sangue diversi da quelli degli uomini "comuni". Incuriositi da questa affermazione, alcuni ricercatori russi, diedero il via a degli studi che li portarono alla conclusione che i mitici abitanti di Atlantide, avessero la pelle di colore azzurrino...
Alcune divinità egizie, tra cui Ammone, Shou, Thoth, venivano raffigurate di colore azzurro - blu...
In Guatemala, in Messico, Colombia, Perù, Bolivia, leggende tramandate per secoli, parlano di visitatori di colore blu...Ed anche vicino a noi, c'è un luogo dove "Gli uomini Blu" erano di casa...
E' proprio così! Non serve spostarsi in America Latina per ritrovare i ricordi di antiche visite di esseri di colore azzurro. Basta andare in Sardegna, nelle zone dove sorgono i misteriosi nuraghe, ed ecco che la leggenda degli uomini blu è ancora viva e si continua a tramandare...

Lo scrittore sardo Raimondo de Muro, nei suoi "Racconti di Nuragheologia", che sono ricordi di esperienze vissute dai progenitori sardi, scrive:
"Cento bisavoli prima del bisavolo mio, nella Sardegna, raccontano gli antichi, sono venuti gli uomini del pianeta blu, a pelle blu e liscia che pareva di porcellana, con un corpo che pareva pieno di aria, ma non era di aria ma trasparente come una vetrina, che non era possibile toccarli se uno non voleva essere fulminato all’istante. Dicono gli antichi che erano uomini di alta statura, con la faccia uguale alle statue di bronzo e di pietra che ricordano questa venuta. Sulla testa portavano un corno come un vomere e sulla fronte un porro che lampeggiava. Si erano fatti vie di fuoco e in queste vie restava la polvere della vita e da questa polvere è nato ogni essere vivente, racconta il proverbio antico." 
Secondo de Muro, in epoca antica, alcuni pianeti, vennero a trovarsi a 50 anni luce dalla terra e ciò rese possibile l'incontro fra i terrestri e gli abitanti di un altro mondo...Inoltre i nostri antenati potevano comunicare a distanza con questi visitatori grazie a dei particolari caschi (ancora oggi ne sono testimonianza alcuni antichi bronzetti sardi...) e distendendosi sui nuraghe che fungevano da "antenne"...
Un detto antico, tradotto in italiano da de Muro dice"
Se vuoi avere le orecchie accese, mettiti in testa il casco con le orecchie riceventi, come facevano gli antichi, quando andavano al nuraghe per ascoltare le voci dei pianeti. "

Ancora de Muro racconta di antiche iscrizioni nelle grotte della Sardegna :
"Sicché, quando i giovani saranno i vecchi e i vecchi saranno i giovani l’avvenimento ricordato con quella scrittura figurata, nella parte della grotta del Bue Marino e non solo in quella ma in mille altre grotte marine e terrestri dell’isola, se queste fossero state lasciate intatte con la loro storica narrazione, si ripeterà, cioè, l’incontro avvenuto nell’isola tra i Sardi che avevano esperienze di galazzoni e quindi a conoscenza dell’esistenza, non solo di altre infinite umanità più o meno a somiglianza della nostra, ma anche di infiniti altri pianeti, più o meno consimili alla terra, coi quali è possibile, un incontro, come quello già avvenuto circa tremila anni fa.
Si dirà che questo è fantascienza, ma non lo è affatto, perché un simile avvenimento è scientificamente probabile che sia avvenuto, perché, oggi, siamo in grado di provare che a quell’epoca, un gruppo di pianeti della Via Lattea e precisamente quelli della costellazione di Sino si trovavano dalla terra, per via dell’eterno spostarsi nell’universo, a circa cinquanta anni luce di distanza (la galassia è un disco di centomila anni luce). A quella distanza era possibile «incontrarsi», perché, i Sardi e quindi gli extra terrestri ancora di più, i loro «messaggi» li trasmettevano con la percezione sensoriale (oggi purtroppo un esercizio impossibile per l’uomo non più addestrato da sessanta generazioni) il che permetteva loro di ricevere e trasmettere col pensiero, ad una velocità di gran lunga superiore ai trecentomila chilometri al minuto secondo
."Non è pensabile che questi esseri umani abbiano perso il tempo a fare ciò per gioco, se lo hanno fatto vuol dire che hanno trovato bisogno di eternare e far sapere ai posteri questo straordinario avvenimento. Avvenimento che si ripeterà, ed è questo forse il motivo che li ha indotti a fare quelle iscrizioni in ogni grotta, perché lo capissero e lo sapessero tutti e tutti si preparassero, quando i giovani saranno i vecchi e i vecchi saranno i giovani. Ma quando? Quando quel pianeta si ritroverà nella medesima distanza di quella epoca? Questo è il punto, quando avverrà ciò?
In qualunque tempo avvenga questo ritorno degli uomini blu è un problema che riguarderà le generazioni future, a noi, oggi, ci serve, prendere atto che gli antichi ci hanno lasciato una «notizia», in cui ci dicono che altri esseri umani di altri mondi, sono venuti qui su questo pianeta e che torneranno."

Torneranno...Anzi probabilmente STANNO tornando...ma io credo che alcuni non siano mai andati via e che molti di noi discendano proprio da loro...  :) 

(Di Morgana ☆¤*¤☆ La Porta Delle Stelle☆¤*¤☆)

Fonte:  
http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/578-il-popolo-degli-uomini-blu-antichi-guerrieri-o-uomini-di-altri-mondi

4 commenti:

  1. Complimenti a Antonio de Muro per questa interessante storia su "Gli Uomini Blu". Storia della quale non avevo mai sentito parlare, quindi scritta, Ex Novo, per solo diletto.

    Per lo stesso diletto, il sottoscritto a creato un libro intitolato:- Leggende e storie di Sardegna - Testo che ne annovera tantissime, tra, intriganti, fascinose, mitologiche e atuali... intendo quelle che si racconavano sino non troppo tempo fa, perchè con l'avvento del modernismo anche le leggende e le storie sembrano oramai un mito. Questa sugli Uomini Blu è una novità per assoluto. Storia che mi riporta, comunque, ai laboratori di Microbiologia Genetica, impiantati in quella mitica terra chiamata ancora allora, Tirrenide o Posidonia, la stessa che, solo dopo la catastrofe che la fece sprofondare conseguentemente ad un immane cataclisma, venne chiamata Iknussa = Sandalion, e più tardi Sardegna ... perlomeno per quello che rimase ancora vivibile... Nella Tirrenide, in quei tempi considerata un Continente, vista la grandiosa estensione, come dicevo, vennero installati dei laboratori dove si sperimentava sulle genti che la abitavano. Genti che vivevano pressoché nudi e scalzi... insomma, dei trogloditi che ben si prestavano per eseguire test microbiologici Mitocondriali... Ecco, quindi, che la leggenda raccontata dal De Muro, sembrerebbe prendere corpo.
    Non si trascuri che, quanto citato in tema è frutto di studi e ricerche effettuate dallo scrivente circa quindici anni fa.
    Buona serata

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  2. Si ma correggi dove hai scritto che venivano da SINO con SIRIO.

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  3. E de muro si chiamava Raimondo, non Antonio

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